Cibo per tutti

Cibo per tutti… L’Italia è un paese, si sa, dove la cultura del cibo è sviluppata forse come in pochi altri posti al mondo. Questo fa sì che la necessità di avere una varietà continua di cibo diversa e abbondante porti gli italiani ad avere le dispense di casa tendenzialmente abbastanza fornite. Periodi di dieta esclusi ovvio.

In questi giorni di allerta corona virus il tutto è amplificato e c’è la corsa ai beni di prima necessità, quindi pane, pasta e farina in particolare. I motivi sono secondo me sostanzialmente due: costano relativamente poco (ad esempio con 1 kg di pasta al costo medio di 1,20/1,50 euro si mangia in 4 due volte) e non sono deperibili a breve termine (la farina e la pasta hanno una shelf-life che va dai 6 ai 18 mesi).
La farina oltretutto ti consente di ingannare il tempo con prodotti preparati in casa (da lì la mancanza di lievito nei negozi…).
E così vediamo le lunghe code ai supermercati che in realtà non è gente in più che ha l’ansia… è solo più o meno lo stesso numero di persone che invece di essere insieme all’interno del market è diligentemente in fila fuori in attesa del proprio turno. Avete mai visto 6/7 persone in un supermercato medio piccolo…? No. Di solito siamo molti di più tutti dentro insieme. E la fila è alla cassa.
Ma un po’ l’età media del nostro paese (tanti hanno visto la fine della guerra o il post-seconda guerra mondiale) un po’ la mentalità ci portano a questo. Nei market manca farina e pasta … di sicuro non l’olio al tartufo o il foie gras !
Per alleviare l’ansia da cibo teniamo conto che l’Italia è un paese che ESPORTA pasta in Europa e nel mondo per quasi il 40/45% della sua produzione e un italiano consuma di media 23/25 kg di pasta all’anno.
Sulla farina c’è stata addirittura una riduzione della macinazione in questi ultimi 15 gg in quanto (sembra paradossale ma è reale) c’è stato un calo dei consumi globali visto che pizzerie, ristoranti ecc sono chiusi.
E, altro dato fondamentale… mancano tutti i TURISTI ovvero centinaia di migliaia di bocche straniere che mangiano ogni giorno. Come poi mancano i milioni di colazioni al bar, gli snack durante la giornata, la pausa pranzo. Per quanto pane pizze e ciambelle possiamo farci in casa non consumeremo mai come prima.
Stiamo solo COMPERANDO DI PIÙ. Cito la pasta e la farina perché sono i prodotti che hanno forse, in questi giorni, maggior impatto mediatico e per dire che prima che rimaniamo senza in Italia rallenteremo sicuramente di esportare o rimetteremo a regime pieno alcuni impianti che al momento lavorano meno per riduzione di richiesta.
Solo di una cosa dobbiamo preoccuparci e sperare che venga garantita e sostenuta dai governi di tutto il mondo: la LOGISTICA. La movimentazione delle merci.
I controlli alle frontiere, la chiusura di molte fabbriche che garantivano ai camion andate e ritorni non a vuoto stanno creando qualche rallentamento nel movimento delle merci.
Come esportiamo prodotto finito, IMPORTIAMO CIRCA il 50% DI CEREALI di cui necessitiamo. Dobbiamo solo far sì (chi ci governa ovviamente) che i camion, i treni e le navi continuino ad arrivare dall’estero con le materie prime per le industrie alimentari e zootecniche (non dimentichiamo questo ultimo comparto che ha volumi enormi che alimentano gli animali che ci danno carne, uova, latte) e sia mantenuta e garantita la redistribuzione su gomma dei prodotti all’interno del Paese.
Altro, al momento, non manca.
Ultima breve annotazione: le aziende che producono e la GDO (grande distribuzione organizzata) si stanno impegnando a mantenere i prezzi stabili ma il comparto, che ha sì volumi enormi seppur con marginalità ridotte, sta subendo l’aumento delle materie prime sui mercati mondiali così come i costi di trasporti e i noli.
Come si dice è il mercato che detta certe regole.
In ultimo, un rischio, seppur contenuto: i prodotti citati potrebbero subire qualche piccolo aumento di prezzo che nei prossimi uno/due mesi potrebbe essere prevedibile.
In bocca al lupo a tutti noi.

di Valerio Filetti ©, Broker di commodities, Bagal Bologna SRL, Presidente del Comitato prezzi Borsa Merci di Bologna

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