La sfida contro un nemico invisibile: il Covid-19 nel sistema assicurativo

Il mondo è cambiato molte volte e sta cambiando di nuovo.
La grave crisi e la situazione di emergenza legata alla diffusione del Covid-19 pone, tra le tante, importanti problematiche anche quelle sotto il profilo assicurativo.
Le Aziende si trovano oggi a dover fronteggiare nuove situazioni ed inediti scenari che rendono indispensabile l’introduzione di nuovi strumenti per salvaguardare il capitale umano ed il patrimonio aziendale.
Al pari degli altri settori dell’economia, anche il mondo assicurativo sta affrontando il ciclone causato dal Coronavirus in un clima di grande incertezza, dovuto principalmente alla mancanza di stime precise sugli impatti economici del fenomeno.
Ed ecco che a volte l’esigenza di arginare questi possibili rischi si traduce, da parte di alcune Compagnie, nell’inventare soluzioni estemporanee volte a fare marketing piuttosto che assicurazione.
La fantasia nel mondo dell’intermediazione per trovare modi di speculare su una crisi di queste proporzioni è diventata paradossale; si pensi alla recente polizza che, in caso di contagio, prevede la diaria di ricovero di 100€ al giorno a decorrere dal 7°/8° giorno di degenza e con un limite di 10 giorni e 3.000€ di indennità di convalescenza portando dunque la copertura ad massimo possibile indennizzo di 4.000€ oltre ad alcuni servizi fra i quali l’invio di un medico, di un autoambulanza, 5 (cinque!) ore di COLF e ben altre 5 di dogsitter (!).
Al contrario, l’intermediario professionista ha un ruolo ben diverso perché è investito di una responsabilità di consulente fiduciario che analizza le esigenze ed informa sulle soluzioni più efficaci esistenti sul mercato.
Prendiamo ad esempio il caso della tutela sanitaria dei dipendenti in missione all’estero, tema affrontato brillantemente da alcune Compagnie specializzate, che si sono evolute creando prodotti e strumenti specifici e garanzie di tutela per il Covid-19, ai quali hanno aggiunto servizi moderni (APP) in grado di aiutare gli HR manager nella geolocalizzazione dei loro dipendenti, ad evitare zone a rischio contagio e, se necessario, a sviluppare soluzioni di viaggio alternative.
Ma come reagirà il mondo assicurativo alle incertezze determinate dal Coronavirus?
E’ difficile individuare le tendenze che caratterizzeranno l’attività dell’industria assicurativa nel prossimo futuro, anche se alcune direttrici sembrano essere già tracciate. Pensiamo, per esempio, alle polizze infortuni e malattia, anche alla luce delle disposizioni contenute nel decreto “Cura Italia” (D.L. n. 18/2020) in tema di prestazioni garantite dall’INAIL ai suoi assicurati, in caso di infezione da Coronavirus; da qui, naturalmente, anche le questioni che nasceranno in relazione alle coperture RCO. Visto e considerato che “Il contagio sul luogo di lavoro (compreso l’itinere) viene considerato infortunio sul lavoro”.
Sempre nell’ambito delle coperture tradizionali, pensiamo, tra l’altro, a quelle inerenti alla responsabilità dei medici e delle relative strutture dove essi operano, al centro di un acceso dibattito, i cui contorni saranno sicuramente più definiti una volta che le acque saranno più calme, senza trascurare la responsabilità delle c.d. “case di riposo” e dei propri vertici.
Anche questo tema richiama la questione più generale delle polizze D&O, ma anche della tutela legale, i cui sinistri sono destinati ad aumentare.
Ci si chiede in che modo cambierà la qualità dei prodotti assicurativi dopo l’emergenza Covid-19.
Il dopo Coronavirus aprirà nuovi orizzonti legati allo sviluppo di prodotti e soluzioni pensate per le diverse esigenze che nasceranno in un mondo destinato a non essere più quello di prima, come stiamo sperimentando in questa fase di passaggio, dove la tecnologia ha già fatto dei passi da gigante nel nostro quotidiano; pensiamo, ad esempio, allo smartworking, che sa da un lato porta maggiore flessibilità e benefici per alcune categorie di lavoratori, peraltro, ha sè importanti implicazioni in tema di cyber security e relative coperture assicurative, che tutti noi dobbiamo considerare con la massima attenzione.
In questo nuovo scenario, la parola d’ordine sarà innovazione digitale: è questo il momento per pensare e sperimentare nuove soluzioni, anche sinergiche, tra mondo dei servizi legali, assicurativi, finanziari e della formazione.
In tutto questo, anche noi consulenti facciamo e faremo sempre più la nostra parte, fornendo pronte risposte alle nuove esigenze che il mercato richiede.

di Marco Giordano©, Consulente assicurativo ed imprenditore, Partner LAETA Consulting SB

Share:


Altre notizie

MEGLIO DEI VIRUS

Siamo sempre gli stessi, da milioni di anni. Interessati a sopravvivere, a qualunque...

Il Covid-19 e il rimborso IVA senza fermo amministrativo

Premessa Come previsto dall’art. 62 del DL 18/2020 (di seguito anche “Cura Italia”)...

X